Jure Grando dall'Istria lo strigoi vampiro storicamente documentato - Storia Misteriosa, i grandi misteri della storia

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Jure Grando, da Kringa in Istria il primo vampiro storicamente documentato...

Una vicenda incredibile tra storia e leggenda, le imprese del primo vampiro europeo, tal Jure Grando, un istriano che per 16 anni avrebbe terrorizzato i suoi compaesani, risvegliandosi dal sonno eterno...
Di Andrea Contorni - lunedì 19 febbraio 2024
Storia Misteriosa - Jure Grando, dall'Istria il primo vampiro strigoi storicamente documentato
Jure Grando Alilović o Giure Grando è davvero il primo vampiro europeo documentato in fonti storiografiche. Le sue "avventure" notturne hanno ispirato la fantasia di grandi scrittori quali Sheridan Le Fanu, precursore dei racconti vampireschi e Bram Stoker, il papà letterario del Conte Dracula...

In tutta onestà ho trovato la storia di Jure Grando talmente assurda da essere persino divertente. Ma andando oltre i presunti aspetti paranormali e i tratti romanzati arricchiti di tanta fantasia, mi sono sforzato di trovare un fondo di verità nella vicenda di questo bizzarro contadino istriano. Ve ne parlerò ovviamente a fine articolo! Non posso ignorare che Johann Weichart Valvasor (1641-1693) abbia documentato il tutto, accertandone la veridicità, almeno in parte. Il celebre scienziato, storico e scrittore austriaco, vissuto negli stessi anni degli scempi del redivivo Jure Grando, attestò il fenomeno vampiresco nel suo libro "La gloria del Ducato di Carniola". Si tratta di una preziosa opera storica, pubblicata nel 1689, che narra la vita nella Carniola (nucleo fondante dell'attuale Slovenia) del XVII secolo, sotto il Ducato omonimo. Questa sorta di prima testimonianza diretta del fenomeno dei vampiri fece talmente scalpore all'epoca da essere subito ripresa nel 1690 dall'erudito e scrittore tedesco Erasmus Finx e ancora nel 1855 da Johann Joseph von Görres, altro storico tedesco. Jure Grando, contadino o scalpellino di Kringa o Corridico, frazione di Antignana, vissuto tra il 1579 e il 1656, è salito così agli onori della cronaca. La sua leggenda è probabilmente la più conosciuta di tutta l'Istria. Quale territorio infatti non sarebbe fiero del fatto di aver dato i natali al primo, vero, unico e originale vampiro della storia europea?
Storia Misteriosa - Jure Grando, da Kringa in Istria il primo vampiro storicamente documentato
Jure Grando morì alla veneranda età di 77 anni. Sepolto nel locale cimitero, lasciava moglie e due figli. Ho notato una prima incongruenza nella vicenda perché in base ai vari racconti, c'è chi parla di una bara interrata, chi di una lastra tombale e chi di una sorta di sarcofago posto in una cappella o in una cripta. Ora, se dovessi seguire la logica degli accadimenti che andrò a descrivere, dovrei propendere per la seconda o terza ipotesi ma un umile contadino o scalpellino avrebbe mai potuto permettersi una lastra marmorea o un sepolcro con tanto di sarcofago? Jure Grando è definito nelle opere di cui sopra, uno strigon o strigun, forme dialettali istriane per "strigoi". Queste macabre figure rientrano nella mitologia romena e nei secoli si sono legate al concetto di vampirismo. Il Dracula di Bram Stoker ne è diventata l'interpretazione più moderna e universalmente accettata. Ma gli strigoi, in antichità, erano qualcosa di leggermente diverso dalla nostra idea di vampiro. Andiamo con ordine. Intanto è bene ricordare che il termine "strigoi" deriva dal latino strix (strige) a sua volta scaturito dal greco "στρίξ" (gufo). La strige era un essere raccapricciante dalla forma di un grosso uccello con artigli. Esso apparteneva al patrimonio leggendario romano e tra le sue abitudini c'era quella di andarsene in giro di notte, (come i gufi per ritornare all'etimologia del termine), a succhiare il sangue dei neonati, emettendo versi strazianti. Il grido era talmente acuto, aspro e caratteristico che dal latino strix ecco spuntare il verbo italiano "stridere". La strige, di cui abbiamo parlato nello specifico in questo articolo, è considerata l'antenata del comune vampiro, con tutte le differenze del caso. Nel tardo periodo romano chi parlava ancora delle striges si riferiva a creature notturne volanti umanoidi di natura femminile, di cattivo auspicio e propense a rapire i bambini per nutrirsi del loro sangue. Nei secoli, il termine è sopravvissuto in tutte le lingue romanze e parzialmente derivate dal latino. Certo, le parole italiane "strega" e "stregone", hanno finito per indicare individui che si occupano di magia e incantesimi, senza vampiri di mezzo. Al contrario la "shtriga" del folclore albanese è una vampiressa che di notte farebbe visita ai bambini, succhiando il loro sangue. Abbiamo anche la "stryge" francese, una sorta di donna-uccello, anche lei ossessionata dal sangue dei fanciulli. Come possiamo notare, la caratteristica principale della strix antico-romana ritorna nelle tradizioni successive.

L'etimologia di una parola è per me argomento davvero stimolante, proprio in virtù dell'evoluzione dei significati, dall'antichità ad oggi. Mi perdonerete pertanto la lunga parentesi di cui sopra. Per tornare a parlare a bomba di Jure Grando, rimane solo da comprendere perché eruditi del calibro di von Valvasor e Francisci lo abbiano definito uno "strigon", ricorrendo a un termine istriano desunto da una figura specifica della mitologia romena, gli strigoi appunto. Questi sono spiriti inquieti risorti dalla tomba. Dunque parliamo di fantasmi, in grado però di trasformarsi persino in animali all'occorrenza. Leggiamo la definizione di "strigoi" dal vocabolario di lingua romena: "un'anima di un uomo vivo o morto in grado di trasformarsi di notte in un'apparizione spettrale o in un animale, causando sfortuna o procurando danno a coloro che incontra". Bevendo il sangue delle loro vittime o semplicemente uccidendole, queste creature particolari otterrebbero vitalità e sempre più potere. Ma c'è anche chi sostiene che gli strigoi siano non morti, dunque cadaveri coscienti, (evitiamo di pensare agli zombie), in grado di tornare in vita con l'oscurità, andando poi in cerca di sangue per nutrirsi. Una concezione questa, più vicina alla nostra idea di Conte Dracula. La diatriba circa la natura mostruosa degli strigoi si accese tra il settecento e l'ottocento. Lo storico ed etnografo romeno Dimitrie Camtemir (1673-1723) riteneva gli strigoi, dei veri e propri stregoni, in combutta col demonio, per nulla vampireschi, appartenenti alla tradizione del territorio moldavo. Una concezione che ancora oggi se la batte con quella spettrale, sempre consultando il vocabolario di cui sopra. Ma nella seconda metà dell'800, la figura degli strigoi fu ricondotta nel folclore territoriale della Transilvania, associata a creature non morte che predavano i bambini. Nella mente degli scrittori europei, lo strigoi così inteso, ispirò il vampiro protagonista di tanti romanzi gotici del terrore. Comprendiamo facilmente come lo strigoi si muova tra diverse visioni, evoluzioni di fantasia, leggende e tradizioni dove di sicuro si avverte il legame con l'antichissima strige. Jure Grando sembra tuttavia appartenere alla prima e originale definizione di strigoi, quella dello spirito inquieto, più che altro per un fatto pratico. Come avrebbe fatto ad uscire da una bara posta sotto terra e rientrarvi in vista dell'alba? Il racconto storico della vicenda di Jure Grando, parla chiaro di dissotterramento e apertura di una bara sigillata. Vanno a cadere tutte le forzature postume riguardanti cappelle, lastre marmoree et similia, atte a giustificare un bel vampirotto non morto in carne e ossa.
Jure Grando, lo strigoi, tormentò i suoi compaesani per ben 16 anni prima di essere eliminato del tutto...

16 lunghi anni nei quali il piccolo borgo di Kringa subì le "angherie" dello spirito inquieto di Jure Grando. Ogni giorno, tramontato il sole, l'ex contadino o scalpellino si materializzava e girava per il paese. Bussava alla porta della propria casa e vi entrava. Discuteva con la moglie Ivana, la ingiuriava per poi possederla. Sessualmente appagato, terminava la nottata di bagordi facendo visita al malcapitato di turno che puntualmente, nel giro di qualche tempo moriva in circostanze misteriose. Dopo appunto 16 primavere di morti sospette, Padre Giorgio, il prete che aveva officiato il funerale di Jure Grando, iniziò a chiedere in giro e a indagare. Quando mise insieme tutti i pezzi del puzzle, arrivando a sospettare che intorno alla figura di Grando ci fosse qualcosa di misterioso e di inquietante, il "mostro" si palesò alla sua porta. Ma il religioso per l'occasione fu pronto a estrarre dalla tasca un piccolo crocifisso, invocando la protezione di Gesù e appellando il redivivo Jure come strigon. Padre Giorgio si salvò dal presunto fantasma-vampiro. Jure Grando infatti si mise quasi a piangere alla vista della santa immagine per poi dissolversi nell'aria o darsela a gambe.
Storia Misteriosa - Jure Grando Alilović, da Corridico in Istria il primo vampiro storicamente documentato
Siamo nel 1672 quando Padre Giorgio, traumatizzato per l'incontro con Jure Grando e giunto alla presunta verità sulle misteriose morti di Kringa, decise di agire. Per farlo, si rivolse al capo del villaggio Miho Radetić. A questo punto del racconto, ritroviamo un paio di versioni della vicenda. La premessa, piuttosto romanzata, è che nel frattempo il nostro vampiro-fantasma se ne andasse a spasso in compagnia di un gatto morto su una spalla e di una pecora o capra, in avanzato stato di putrefazione, sull'altra. Ora, tutti i particolari macabri, scabrosi e grotteschi, sarebbero stati aggiunti da Johann Joseph von Görres (1776-1848) che da buon giornalista (tra le sue tante attività), nella sua opera "La mystique divine, naturelle et diabolique" ("Il mistico divino, naturale e diabolico"), raccontò del vampiro spettrale di Corridico in Istria dando libero sfogo alla fantasia. Proprio dalla testa di von Görres, scaturirono gli insaziabili appetiti sessuali di Jure Grando nei confronti dell'anziana consorte. In ogni caso sembrerebbe che ci fu un primo tentativo di uccidere lo strigoi, braccato di notte da Padre Giorgio e da alcuni compaesani o una prima esumazione dei suoi resti. Qualcuno tentò di infilzarlo con un paletto di biancospino mentre il prete invocava Dio e Gesù. Un'impresa che si concluse con un nulla di fatto ma che rimandò solo di poco tempo, l'epilogo del primo vampiro documentato della Storia...

Qualche notte dopo, un gruppo di nove uomini coraggiosi si recò al cimitero. Scavarono la tomba di Jure Grando, tirando fuori la bara della terra. Ricordate quando vi ho spiegato poc'anzi che Jure Grando non poteva essere un vampiro non-morto sul modello del celebre Conte Dracula? Questo se ne dormiva sì in una bara ma facilmente accessibile in una cripta del suo castello, non sepolta sotto tre metri di terra! Dunque, se proprio vogliamo dare credito a questa leggenda, Jure era uno spirito inquieto, un fantasma arrabbiato con la licenza di uccidere e perfettamente in grado di interagire col mondo dei vivi, uno strigoi vero e proprio. Aperta la bara del nostro, i nove si trovarono dinanzi a un cadavere conservato alla perfezione, ben colorito e in salute. Aveva persino un sorriso beffardo stampato sul volto. Padre Giorgio iniziò l'esorcismo mentre gli altri tentarono di piantare il famoso paletto di biancospino nel cuore del vampiro. Ma questo si spezzò di nuovo tale era la resistenza della pelle di Jure Grando. Increduli e spaventati, i compaesani stavano per fuggire, quando il più grosso e valoroso di loro, un certo Stipan Milasich, si fece avanti armato di una pesante ascia. Con tre o quattro colpi ben assestati, staccò di netto la testa del cadavere. A quel punto, un urlo disperato e agghiacciante si liberò nella notte, mentre dal corpo mutilato, preda di movimenti frenetici, sgorgò tanto di quel sangue da strabordare dalla bara. Così terminò la carriera vampiresca di Jure Grando, così finirono le misteriose morti che avevano segnato il piccolo borgo di Kringa/Corridico in Istria. Ogni leggenda che si rispetti è sempre raccontata in varie versioni e la confusione è tanta. Con questo articolo ho cercato di raccogliere tutto quanto reperibile, sistemandolo al meglio. Voglio chiudere però con una piccola nota di colore: esiste una versione noir della vicenda di Jure Grando che esclude il soprannaturale. Non si parla di vampiri o di fantasmi ma di un semplice contadino che preda di morte apparente fu chiuso in una bara e sepolto in una cripta. Riuscito nell'impresa di liberarsi iniziò a girovagare per il paese natio al solo scopo di vendicarsi di tutti coloro che lo avevano dato per morto condannandolo a un'esperienza terribile e traumatizzante. Una scia di omicidi che andò avanti per 16 lunghi anni fino a quando Jure Grando, ormai ultra novantenne, non se ne andò di morte naturale...

Bibliografia e note:
  • "Jure Grando - il primo vampiro d’Europa con tanto di nome e cognome", articolo dal sito "Croazia piena di vita" (croazia.hr)
  • "The Legend of the Croatian Vampire Jure Grando" di Ana-Marija Vukovac dal sito www.slavorum.org.
  • Immagini e grafiche pubblicate con Licenza di utilizzo "Canva" regolarmente acquistata.
  • Le illustrazioni sono generate con intelligenza artificiale.
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